RenDanHeYi e il Contratto di Rete

RenDanHeYi e il Contratto di Rete: Due Rivoluzioni Organizzative a Confronto

Riflessioni di chi ha partecipato alla creazione del modello italiano e oggi ne rivendica la superiorità evolutiva

Quando inventammo la rete

Era la fine degli anni 2000, e l'Italia viveva una contraddizione paralizzante. Da un lato, un tessuto produttivo di PMI tra i più vitali e creativi d'Europa. Dall'altro, la frammentazione strutturale che impediva massa critica, investimenti in R&D, capacità di competere sui mercati globali.

In molti, in quel periodo, stavano ragionando sulla questione. In Confindustria, nel Governo, nelle università, nei think tank, nelle associazioni di categoria – c'era un fermento diffuso intorno all'idea che servisse qualcosa di radicalmente nuovo per superare i limiti dei Consorzi e dei Distretti tradizionali.

La risposta fu il contratto di rete: uno strumento che superava le formule tradizionali di Consorzi e Distretti, permettendo a imprese indipendenti di legarsi contrattualmente per obiettivi comuni, condividendo risorse selettive, mantenendo piena autonomia strategica e patrimoniale. Non una fusione. Non un consorzio tradizionale. Qualcosa di più fluido, reversibile, adattivo.

In buona sostanza stavamo creando quella che Arthur Koestler aveva teorizzato negli anni '60: una struttura olonica.

La rivoluzione silenziosa delle reti oloniche

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Il termine "olone" viene dal greco holos (tutto) e on (parte). Arthur Koestler, nel suo The Ghost in the Machine (1967), descriveva sistemi dove ogni elemento è simultaneamente un tutto autonomo e una parte di un tutto più grande.

Non è solo un'eleganza teorica. È la struttura fondamentale dei sistemi complessi adattivi: dai neuroni che formano il cervello, alle cellule che compongono un organismo, fino alle imprese che costituiscono un'economia.

Le caratteristiche distintive di una rete olonica:

  1. Autonomia: ogni nodo ha identità, capacità decisionale, risorse proprie
  2. Interdipendenza: ogni nodo è connesso contrattualmente/funzionalmente con altri
  3. Reversibilità: le connessioni possono modificarsi senza distruggere i nodi
  4.  Emergenza: le proprietà della rete non sono riducibili alla somma delle parti
  5.  Adattività: la configurazione si modifica in risposta all'ambiente

Il contratto di rete italiano incarna perfettamente questi principi: imprese autonome (oloni individuali) che si aggregano contrattualmente (rete olonica) senza perdere identità, creando capacità emergenti (scala, innovazione, accesso ai mercati) che nessuna avrebbe da sola.

Quello che non sapevamo allora è che dall'altra parte del mondo, Zhang Ruimin stava applicando la stessa teoria olonica – ma al contrario.

Zhang Ruimin: decostruire il monolito in rete olonica

Nel 2005, mentre noi cercavamo di aggregare il frammentato, Zhang Ruimin – CEO di Haier, colosso degli elettrodomestici con 80.000 dipendenti – decideva di frammentare il gigante per trasformarlo in rete olonica.

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Il suo modello, RenDanHeYi (人单合一, letteralmente "persona-ordine-unificazione"), trasformava Haier da piramide gerarchica a piattaforma di microimprese autonome (xiaoweiwei). Ogni unità:

  • Gestisce il proprio P&L (autonomia economica)
  • Compete sul mercato interno ed esterno (selezione ambientale)
  • Può "morire" se non performa (darwinismo organizzativo)
  • Stipula contratti con la piattaforma madre e con altre unità (interdipendenza contrattuale)
  • Risponde al cliente, non al capo (orientamento esterno)

L'intuizione strutturale è identica alla nostra: reti oloniche basate su autonomia contrattuale. Haier partiva da un monolite da spaccare in oloni. L'Italia da oloni frammentati da connettere. Ma il risultato convergeva: sistemi dove ogni nodo è simultaneamente un tutto e una parte.

Oggi, nel 2025, RenDanHeYi viene celebrato come "il next step" delle organizzazioni post-fordiste. Harvard Business School lo studia. Gary Hamel lo definisce "il modello del futuro". Le business school di tutto il mondo ne parlano come della rivoluzione che supererà definitivamente le gerarchie novecentesche.

Ma c'è un dettaglio che sfugge a molti: l'Italia aveva già la risposta, quindici anni prima. Solo che non avevamo il marketing di Haier, né il fascino della "via cinese all'innovazione". Avevamo un contratto, un pezzo di diritto societario, qualcosa di poco sexy per i giornali di management.

Darwin, Kropotkin e il costo della competizione

Qui emerge la differenza fondamentale tra i due modelli olonici. E per comprenderla dobbiamo fare un passo indietro – fino alla biologia evoluzionistica.

Charles Darwin ci ha insegnato che l'evoluzione procede per selezione naturale: competizione per risorse scarse, sopravvivenza del più adatto. È una narrazione potente, che ha plasmato il capitalismo moderno. Ma è incompleta.

Pëtr Kropotkin, anarchico russo e biologo, documentò nel 1902 (Il mutuo appoggio) una verità complementare: in condizioni di scarsità, la cooperazione ha maggiore valore selettivo della competizione. Gli animali che collaborano sopravvivono meglio quando le risorse sono limitate. La competizione funziona quando c'è abbondanza – ma è intrinsecamente più costosa in termini di energia, rischi, dispersione.

Applicato alle reti oloniche organizzative:

  • RenDanHeYi è una rete olonica darwiniana: meccanismi di mercato interni, competizione feroce tra oloni, "morte" delle unità non performanti. Funziona in contesti di crescita rapida, mercati in espansione, abbondanza di opportunità (la Cina 2005-2020).
  • Il contratto di rete italiano è una rete olonica kropotkiniana: cooperazione strategica, condivisione di risorse scarse (competenze, tecnologie, accesso al credito), sopravvivenza collettiva. Nasce in un contesto di risorse limitate, mercati maturi, necessità di efficienza.

Entrambi sono sistemi olonici. Ma con principi di coordinamento opposti.

Perché la rete olonica cooperativa vince oggi 

Nel 2025, il contesto globale è radicalmente cambiato rispetto al 2005:

  1. Scarsità strutturale

  • Talenti: guerre per competenze specializzate
  • Capitale: costi del denaro alti, risk appetite basso
  • Materie prime: transizione ecologica, supply chain fragili
  • Tempo: velocità di obsolescenza tecnologica
  • Attenzione: sovraccarico informativo, frammentazione
  1. Complessità sistemica

  • Nessun olone (impresa) controlla filiere intere
  • L'innovazione è sempre più interdisciplinare
  • I problemi (sostenibilità, AI, cybersecurity) richiedono reti di competenze
  • La resilienza emerge dalla ridondanza cooperativa, non dall'efficienza competitiva
  1. Crisi di legittimità del modello competitivo

  • Disuguaglianze crescenti destabilizzano i sistemi
  • Esaurimento psicologico (burnout epidemico) riduce produttività
  • Insostenibilità ambientale del "winner takes all"
  • Perdita di senso nel lavoro atomizzato

In questo scenario, la rete olonica cooperativa del contratto di rete ha vantaggi strutturali rispetto al modello competitivo:

Efficienza energetica: meno dispersione in battaglie competitive interne, più focus sulla creazione di valore esterno

Resilienza sistemica: la rete assorbe gli shock, gli oloni deboli sono sostenuti temporaneamente senza "morte" (preservazione della conoscenza)

Apprendimento collettivo: le competenze circolano per design, non per guerre di talenti o reverse engineering

Attrattività per talenti: i lavoratori della knowledge economy preferiscono ecosistemi cooperativi dove il contributo individuale rafforza il collettivo

Sostenibilità: la condivisione di risorse è intrinsecamente più ecologica (economia circolare favorita dalla struttura olonica)

Adattività dinamica: gli oloni possono riconfigurarsi cooperativamente più velocemente di quanto possano vincere competitivamente

Haier oggi sta scoprendo i limiti del suo ultra-darwinismo olonico. La competizione interna genera duplicazioni, conflitti, stress psicologico insostenibile. Zhang Ruimin stesso ha recentemente introdotto meccanismi di cooperazione forzata tra unità – riconoscendo implicitamente che Kropotkin aveva ragione.

L'Italia era già pronta

Ecco l'ironia della storia: mentre il mondo celebra RenDanHeYi come la rivoluzione post-fordista, l'Italia aveva già il modello evolutivamente superiore. Non per genialità particolare, ma perché le condizioni ambientali lo richiedevano.

Le PMI italiane hanno sempre funzionato come oloni naturali: autonomia imprenditoriale forte, identità locale radicata, specializzazione verticale. Il problema era la frammentazione eccessiva – troppa autonomia, troppo poca interdipendenza.

Il contratto di rete ha semplicemente formalizzato l'interdipendenza senza distruggere l'autonomia. Ha trasformato oloni isolati in rete olonica cooperativa.

Quando discutevamo di queste cose, non usavamo il linguaggio di Koestler. Parlavamo di "mantenere l'identità ma creare sinergie", di "non perdere l'agilità ma avere peso contrattuale". Ma stavamo disegnando architetture oloniche.

E chi si trovò a unire i puntini, tradusse quelle intuizioni sparse in norme che preservavano la dualità olonica: autonomia patrimoniale + interdipendenza contrattuale. Tutto autonomo. Niente gerarchico. Pura struttura olonica.

Le potenzialità inespresse della rete olonica italiana

Quindici anni dopo avere contribuita a crearla, vedo tre direttrici di sviluppo:

  1. Reti di competenze trasversali Le prime reti erano spesso orizzontali (stessi settori). Il futuro è verticale e transdisciplinare: oloni con competenze complementari che si integrano per affrontare sfide complesse. Esempio: una rete che aggrega manifattura, software, design, sostenibilità per sviluppare prodotti circolari. Qui la struttura olonica esprime tutto il suo potenziale: ogni competenza rimane autonoma ma si coordina con le altre.
  2. Governance evolutiva delle reti oloniche I contratti di rete italiani hanno spesso governance statiche. Dovrebbero incorporare meccanismi di apprendimento organizzativo continuo: revisioni periodiche della configurazione olonica, rotazione di leadership, spazi di riflessione collettiva, sensori per percepire quando la rete deve riconfigurarsi. Qui il mio framework OSARE® trova applicazione naturale come grammatica della governance olonica.
  3. Reti di reti: iper-strutture oloniche La vera scala emergente si raggiunge quando le reti oloniche si federano in iper-reti. Una rete di reti è essa stessa un olone: autonoma ma parte di un sistema più grande. Servono protocolli di interoperabilità, standard condivisi, piattaforme digitali che permettano a reti diverse di collaborare su progetti specifici mantenendo identità.

OSARE® come grammatica delle reti oloniche

Il mio framework – OSARE® (Obiettivi, Strategie, Azioni, Risorse, Emozioni) – è nato dalla pratica consulenziale, ma ritrovo nelle reti oloniche la sua applicazione più potente:

Obiettivi: in una rete olonica, serve chiarezza su cosa è obiettivo comune (livello rete) e cosa è obiettivo autonomo (livello olone). La confusione tra i due livelli è la causa principale di fallimento.

Strategie: esplicitare quando gli oloni competono (per efficienza interna) e quando cooperano (per resilienza sistemica). La strategia olonica richiede questa dualità consapevole.

Azioni: coordinamento operativo tra oloni senza irrigidimento gerarchico. Le azioni devono poter emergere dal basso (autonomia) ed essere allineate lateralmente (interdipendenza).

Risorse: gestione della condivisione selettiva secondo il principio olonico – ogni risorsa è sia proprietà dell'olone sia disponibilità per la rete, secondo regole contrattuali chiare.

Emozioni: la dimensione più trascurata nelle reti oloniche – la fiducia inter-olone, l'identità collettiva emergente, la gestione dei conflitti tra autonomia e interdipendenza.

Le reti oloniche falliscono raramente per ragioni tecniche o economiche. Falliscono perché la tensione emotiva tra autonomia e interdipendenza non è presidiata. La cooperazione tra oloni richiede fiducia, e la fiducia richiede investimento relazionale continuo.

Foto di Garik Barseghyan da Pixabay

Riferimenti

Koestler, A. (1967). The Ghost in the Machine. Hutchinson.

Kropotkin, P. (1902). Mutual Aid: A Factor of Evolution. William Heinemann.

Hamel, G., & Zanini, M. (2018). "The End of Bureaucracy". Harvard Business Review, November-December 2018.

Fischer, B., Lago, U., & Liu, F. (2013). "Reinventing Giants: How Chinese Global Competitor Haier Has Changed the Way Big Companies Transform". Jossey-Bass.

Per approfondimenti sul framework OSARE®:

Silipo, G. (2025). OSARE, il Senso dell'Impresa. Manuale per imprenditori e manager. Edizione indipendente.

OSARE®: Un Framework Olistico per il Project Management del XXI Secolo

OSARE®: Un Framework Olistico per il Project Management del XXI Secolo

Silipo, G. (2025). OSARE®: un framework olistico per il Project Management [articolo accademico completo disponibile su richiesta]

Perché i progetti continuano a fallire nonostante metodologie sempre più sofisticate?

Nel panorama contemporaneo del Project Management, disponiamo di una ricchezza senza precedenti di metodologie, framework e best practice: dal PMBOK® Guide alle metodologie Agile, dal Lean al Scrum. Eppure, i tassi di fallimento dei progetti rimangono allarmanti. Secondo il Chaos Report del Standish Group, solo un terzo dei progetti raggiunge pienamente i propri obiettivi.

La verità scomoda è che la maggior parte dei progetti non fallisce per carenze tecniche o metodologiche, ma per fattori che troppo spesso consideriamo "soft" e marginali: disallineamento tra team, resistenza al cambiamento, problemi di comunicazione, demotivazione, conflitti non gestiti. In una parola: emozioni.

Ed è proprio qui che interviene OSARE®, un framework integrativo che rimette al centro del Project Management la dimensione umana, senza per questo rinunciare al rigore metodologico.

Che cos'è OSARE®?

OSARE® è un framework olistico per l'analisi e la gestione delle organizzazioni e dei progetti, che si articola attraverso cinque elementi fondamentali:

Obiettivi (O)

Gli obiettivi rappresentano la destinazione, il "dove vogliamo arrivare". Non si tratta solo di definire KPI o deliverable, ma di chiarire il perché profondo del progetto: quale valore creiamo? Per chi? Perché questo progetto è importante? Un progetto può avere obiettivi multipli e talvolta in tensione tra loro: obiettivi di business, obiettivi di sviluppo organizzativo, obiettivi individuali dei membri del team. L'analisi OSARE® invita a rendere espliciti tutti questi livelli e a gestire le eventuali tensioni.

Strategie (S)

Le strategie definiscono il "come" raggiungere gli obiettivi. Quale approccio metodologico adottiamo? Waterfall, Agile, ibrido? Quale sequenza di milestone? Come gestiamo i rischi? Quali alleanze costruiamo? Le strategie rappresentano le scelte strutturali che determinano il percorso del progetto. In OSARE®, l'analisi strategica include anche la dimensione temporale: quale è il timing ottimale? Quali sono le finestre di opportunità?

Azioni (A)

Le azioni sono i compiti concreti, le attività operative che traducono le strategie in risultati tangibili. Sono il livello della Work Breakdown Structure, delle task list, degli sprint backlog. Qui si colloca la pianificazione operativa dettagliata: chi fa cosa, quando, con quali criteri di accettazione. OSARE® invita a verificare che ogni azione sia chiaramente collegata a una strategia e, attraverso questa, a un obiettivo. Azioni non collegate agli obiettivi sono spreco di risorse.

Risorse (R)

Le risorse comprendono tutto ciò che è necessario per realizzare il progetto: persone (e le loro competenze, esperienze, disponibilità), tempo, budget, tecnologie, strumenti, infrastrutture, ma anche risorse intangibili come conoscenze, relazioni, reputation, fiducia. L'analisi delle risorse in OSARE® è particolarmente attenta alle competenze: disponiamo delle competenze necessarie? Dove sono i gap? Come li colmiamo? E soprattutto: le persone sono disponibili nei momenti in cui servono, o ci sono conflitti di priorità?

Emozioni (E)

Le emozioni rappresentano la quinta dimensione, quella più innovativa. Include il clima emotivo del team, la motivazione individuale e collettiva, la qualità delle relazioni interpersonali, le dinamiche di fiducia e conflitto, le resistenze al cambiamento, le aspettative e le paure. In OSARE®, le emozioni non sono un "contorno" ma una componente strutturale che può potenziare o sabotare anche il progetto tecnicamente più solido. Un team motivato e coeso può superare ostacoli apparentemente insormontabili; un team demotivato o in conflitto può far fallire il progetto più semplice.

La peculiarità di OSARE® non sta tanto nei singoli elementi - che troviamo in varie forme in altri modelli - quanto nell'integrazione sistematica di tutti e cinque, con particolare attenzione alla dimensione emotiva che viene elevata al rango di elemento strategico alla pari degli altri quattro. Ogni elemento influenza e viene influenzato dagli altri: gli obiettivi determinano quali risorse servono, le risorse disponibili vincolano le strategie possibili, le azioni concrete influenzano il clima emotivo, le emozioni del team impattano sulla produttività delle azioni.

Il coraggio di integrare le emozioni nella gestione dei progetti

L'elemento più innovativo e dirompente di OSARE® è l'inclusione esplicita delle Emozioni come quinta dimensione fondamentale, alla pari con obiettivi, strategie, azioni e risorse.

Mentre le metodologie tradizionali tendono a confinare gli aspetti emotivi e relazionali nell'ambito delle "soft skills" - importanti ma secondarie rispetto agli aspetti tecnici - OSARE® riconosce che le emozioni non sono un "di più" ma una componente strutturale che determina il successo o il fallimento di un progetto.

La ricerca in intelligenza emotiva (Goleman) e in psicologia organizzativa (Brown) ha dimostrato inequivocabilmente che:

  • La motivazione del team impatta direttamente sulla produttività
  • Il clima di fiducia facilita la collaborazione e l'innovazione
  • Le resistenze emotive al cambiamento possono bloccare anche i progetti tecnicamente più solidi
  • La gestione costruttiva dei conflitti è più predittiva del successo di qualsiasi piano di Gantt perfetto

OSARE® ci invita quindi a porci domande che raramente ci facciamo esplicitamente durante la pianificazione: qual è il clima emotivo del team? Ci sono resistenze o paure non espresse? Le persone sono realmente motivate o solo formalmente allineate? Esistono tensioni o conflitti latenti che potrebbero esplodere? Il team si sente valorizzato e supportato?

Integrare sistematicamente queste domande nella gestione del progetto non è "essere teneri" con il team, ma essere professionalmente più efficaci.

I concetti chiave: Congruenza e Coerenza

OSARE® introduce due concetti centrali per l'analisi di progetti e organizzazioni, che ne costituiscono la chiave interpretativa più potente:

Congruenza: l'armonia interna

La congruenza è l'allineamento interno tra i cinque elementi. Un progetto è congruente quando obiettivi, strategie, azioni, risorse ed emozioni sono tra loro coerenti e si supportano reciprocamente.

Facciamo alcuni esempi di incongruenza:

  • Obiettivi vs Risorse: dichiariamo di voler sviluppare un prodotto innovativo (Obiettivo) ma allochiamo risorse insufficienti o competenze inadeguate (Risorse)
  • Strategie vs Azioni: la strategia prevede un approccio agile e iterativo, ma le azioni quotidiane seguono logiche waterfall rigide
  • Obiettivi vs Emozioni: il progetto richiede innovazione e sperimentazione (Obiettivo), ma il clima è di paura dell'errore e punizione dei fallimenti (Emozioni)
  • Risorse vs Emozioni: investiamo in tecnologie avanzate (Risorse) ma il team le percepisce come minaccia al proprio ruolo piuttosto che come opportunità (Emozioni)

L'incongruenza è una delle principali cause di fallimento dei progetti. Un progetto internamente incongruente genera spreco di energia, frustrazione, conflitti. Le persone percepiscono la dissonanza tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene fatto, tra i valori proclamati e i comportamenti concreti. Questa dissonanza mina la fiducia e la motivazione.

L'analisi OSARE® permette di mappare sistematicamente queste incongruenze e di intervenire per risolverle. Talvolta la soluzione richiede di rivedere gli obiettivi rendendoli più realistici; altre volte significa modificare le strategie o allocare risorse diverse; spesso significa lavorare esplicitamente sulla dimensione emotiva per creare l'allineamento necessario.

Coerenza: l'armonia con l'ecosistema

La coerenza è l'allineamento del progetto con l'ecosistema esterno - il contesto organizzativo, culturale, tecnologico, di mercato in cui si inserisce. Un progetto può essere internamente perfettamente congruente ma fallire perché incoerente con l'ambiente.

Esempi di incoerenza:

  • Un progetto di trasformazione digitale tecnicamente impeccabile (congruente internamente) che però entra in conflitto con la cultura organizzativa tradizionale e incontra resistenze insormontabili
  • Un'innovazione di prodotto brillante che non tiene conto dell'evoluzione del mercato o delle mosse dei competitor
  • Un progetto che richiede velocità di decisione in un contesto organizzativo caratterizzato da processi decisionali lenti e burocratici
  • Un'iniziativa che necessita di collaborazione cross-funzionale in un'organizzazione fortemente silos

La coerenza richiede una costante lettura del contesto: quali sono i vincoli normativi? Come sta evolvendo la tecnologia? Quali sono le aspettative degli stakeholder? Quale è la cultura organizzativa prevalente? Il progetto è sincronizzato con i tempi dell'organizzazione o procede troppo velocemente (o troppo lentamente)?

Un progetto di successo è sia congruente internamente che coerente con il contesto. L'analisi sistematica attraverso OSARE® permette di verificare entrambe le dimensioni e di identificare precocemente disallineamenti che altrimenti emergerebbero solo nelle fasi avanzate, quando correggerli è molto più costoso o addirittura impossibile.

Come OSARE® si integra con PMI e Agile

OSARE® non è né un sostituto né un'alternativa ai framework consolidati del PMI o alle metodologie Agile. È piuttosto uno strumento complementare che può potenziare l'efficacia di qualsiasi metodologia si stia utilizzando.

Con PMBOK® (6ª e 7ª edizione): OSARE® mappa perfettamente sulle aree di conoscenza del PMI. La dimensione Obiettivi si collega alla gestione dell'ambito; Strategie alla pianificazione e integrazione; Azioni alla gestione del tempo e qualità; Risorse alla gestione delle risorse umane, procurement e costi. La dimensione Emozioni arricchisce trasversalmente tutte le aree, specialmente stakeholder management e gestione del team.

Con metodologie Agile/Scrum: OSARE® si integra naturalmente con l'approccio iterativo. Ogni sprint può essere analizzato attraverso i cinque elementi. Il framework facilita l'allineamento tra product owner, scrum master e team, e arricchisce le retrospettive con l'analisi esplicita della dimensione emotiva.

Flessibilità metodologica: Che si lavori in waterfall, agile, o con approcci ibridi, OSARE® fornisce una mappa comune che facilita la comunicazione e l'allineamento. In organizzazioni dove coesistono culture PM diverse, può fungere da linguaggio condiviso.

Il valore pratico per i Project Manager

Per un project manager, adottare OSARE® significa:

  1. Avere una checklist integrata: i cinque elementi fungono da checklist per verificare di non aver trascurato aspetti critici nella pianificazione e nel monitoraggio
  2. Identificare precocemente le incongruenze: l'analisi sistematica evidenzia disallineamenti che altrimenti emergerebbero solo quando è tardi per correggerli
  3. Gestire proattivamente la dimensione emotiva: non aspettare che i problemi emotivi esplodano, ma monitorarli e intervenire preventivamente
  4. Migliorare la comunicazione con gli stakeholder: OSARE® fornisce un linguaggio semplice ma completo per dialogare con sponsor, committenti, team
  5. Aumentare il tasso di successo: l'approccio integrativo riduce il rischio di trascurare fattori critici
  6. Promuovere il benessere del team: la considerazione esplicita delle emozioni crea un ambiente di lavoro più sano e sostenibile

Un cambio di paradigma: dai progetti come macchine ai progetti come sistemi viventi

OSARE® invita a un cambio di paradigma nel modo di concepire i progetti. Non più come macchine da controllare attraverso Gantt chart e KPI, ma come sistemi complessi adattivi, dove le relazioni tra gli elementi sono spesso più importanti degli elementi stessi.

Questo significa riconoscere che:

  • L'esito di un progetto non è completamente prevedibile anche con pianificazione dettagliata
  • Piccole perturbazioni nella dimensione emotiva possono avere effetti sproporzionati
  • Il sistema può auto-organizzarsi in modi non previsti
  • L'ottimizzazione locale non garantisce l'ottimizzazione globale

In contesti caratterizzati da VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) e BANI (Brittle, Anxious, Non-linear, Incomprehensible), l'approccio sistematico e integrativo di OSARE® diventa non un lusso ma una necessità.

Dalla teoria alla pratica: applicazioni concrete

OSARE® è stato sviluppato e testato in oltre dieci anni di consulenza e formazione, con applicazioni in contesti molto diversi: dalla grande industria alla pubblica amministrazione, da progetti IT a trasformazioni organizzative, dall'R&D a progetti infrastrutturali.

Aree di applicazione specifiche

Project management tradizionale: OSARE® arricchisce le metodologie PMI con attenzione sistematica alla dimensione emotiva. Durante la fase di initiating, l'analisi OSARE® aiuta a verificare l'allineamento tra gli obiettivi del progetto e le aspettative degli stakeholder, includendo le loro reazioni emotive. Nella pianificazione, permette di identificare incongruenze tra strategie proposte e risorse disponibili. Nel monitoraggio, fornisce una dashboard qualitativa che affianca le metriche quantitative tradizionali. Nelle riunioni di progetto, la griglia OSARE® struttura l'analisi e facilita l'emersione di problemi che altrimenti rimarrebbero sommersi.

Agile coaching e team management: In contesti agile, OSARE® supporta i team nell'analisi olistica delle sprint. Durante lo sprint planning, aiuta a verificare che le user story (Azioni) siano allineate con gli obiettivi dello sprint e del prodotto, e che il team abbia le risorse necessarie. Nelle daily standup, sensibilizza all'ascolto dei segnali emotivi oltre che all'aggiornamento operativo. Nelle retrospettive, la griglia OSARE® offre una struttura per l'analisi che va oltre il semplice "cosa è andato bene, cosa migliorare" e permette di esplorare le dimensioni emotive e relazionali in modo costruttivo.

Change management e trasformazione organizzativa: I progetti di cambiamento sono per loro natura carichi di emotività: resistenze, paure, entusiasmi, aspettative. OSARE® fornisce una mappa per gestire sistematicamente questa complessità. Permette di identificare precocemente le sacche di resistenza e di intervenire non solo con comunicazione razionale ma con azioni che riconoscano e affrontino le paure e le preoccupazioni reali delle persone. La verifica della coerenza del progetto di cambiamento con la cultura organizzativa esistente aiuta a calibrare velocità e modalità di implementazione.

Stakeholder management avanzato: OSARE® arricchisce l'analisi degli stakeholder mappando non solo i loro interessi razionali (power-interest grid) ma anche le loro reazioni emotive, i timori, le resistenze, le aspettative non dichiarate. Questo livello di analisi, spesso trascurato, può fare la differenza tra successo e fallimento in progetti che richiedono significativi cambiamenti organizzativi o che impattano profondamente sulle persone. Per esempio, uno stakeholder formalmente favorevole al progetto potrebbe nascondere paure o resistenze che emergeranno nelle fasi critiche.

Team building e sviluppo del team: OSARE® offre uno strumento diagnostico per comprendere le dinamiche di team. Analizzando le cinque dimensioni si possono identificare: disallineamento sugli obiettivi (il team ha veramente chiaro dove sta andando?), strategie implicite diverse tra i membri, azioni non coordinate, percezione di insufficienti risorse, clima emotivo problematico. Su questa base si possono progettare interventi mirati piuttosto che generici "teambuilding" che spesso non incidono sui problemi reali.

Strategic planning e allineamento organizzativo: A livello strategico, OSARE® permette di verificare la congruenza tra strategia dichiarata e cultura organizzativa, tra obiettivi strategici e allocazione effettiva delle risorse, tra visione e azioni quotidiane. Quante volte le organizzazioni dichiarano valori e strategie che poi contraddicono nei comportamenti concreti? OSARE® rende visibili queste incongruenze e permette di affrontarle.

Metodologia di applicazione

L'applicazione pratica di OSARE® può avvenire a diversi livelli di profondità:

Livello di awareness: anche solo la consapevolezza dei cinque elementi e l'abitudine a porsi domande strutturate su ciascuno di essi può migliorare significativamente la qualità dell'analisi e della gestione di un progetto.

Livello diagnostico: l'uso sistematico della griglia OSARE® per diagnosticare lo stato del progetto, identificare incongruenze e aree di criticità.

Livello di intervento: sulla base della diagnosi, progettare interventi specifici per ripristinare congruenza e coerenza, lavorare esplicitamente sulla dimensione emotiva, reallineare strategie e azioni.

Livello di monitoraggio continuo: integrare OSARE® nel ciclo di project management come strumento di monitoraggio qualitativo continuo, affiancandolo ai dashboard quantitativi.

La flessibilità del framework permette di adattarlo alle specificità di ogni contesto, settore, metodologia. Non richiede l'abbandono di strumenti e pratiche consolidate, ma si inserisce come lente integrativa che ne potenzia l'efficacia.

Verso il futuro: sviluppi e potenzialità

Il framework OSARE® è in continua evoluzione. Le direzioni di sviluppo includono:

  • Validazione empirica: studi che misurino l'impatto dell'utilizzo sistematico di OSARE® sui tassi di successo dei progetti
  • Sviluppo di metriche: indicatori standardizzati per misurare congruenza, coerenza e dimensione emotiva
  • Integrazione digitale: tool software che facilitino l'applicazione pratica del framework
  • Percorsi formativi: integrazione con le certificazioni PM standard (PMP®, CAPM®, ACP®, PSM)
  • Applicazioni settoriali: adattamenti contestuali a specifici settori (IT, costruzioni, R&D, trasformazione digitale)

Osare una pratica professionale più umana ed efficace

Il nome stesso del framework - OSARE® - è un invito. Osare significa:

  • Avere il coraggio di riconoscere che le emozioni contano quanto i numeri
  • Osare abbracciare la complessità piuttosto che semplificarla artificialmente
  • Osare vedere i progetti come sistemi viventi, non come macchine
  • Osare mettere le persone - con le loro aspirazioni, paure, relazioni - al centro del Project Management

In un'epoca in cui la complessità è in costante aumento e il fattore umano diventa sempre più critico per il successo, OSARE® offre una mappa semplice ma completa per navigare questa complessità. Non sostituisce le ricche articolazioni di conoscenze del Project Management consolidato, ma fornisce una lente attraverso cui integrarle e armonizzarle.

Il successo di un progetto dipende tanto dalla qualità della pianificazione quanto dalla capacità di costruire e mantenere un team coeso, motivato e resiliente. OSARE® riconosce questa verità e la trasforma in pratica professionale.


Guido Silipo consulente e docente di Project Management e discipline del Management collabora con diverse università, è consulente aziendale e creatore del framework OSARE®. Ha oltre trent'anni di esperienza nella formazione manageriale e nella consulenza organizzativa, lavorando con decine di aziende, dalle PMI a grandi organizzazioni come Ferrovie dello Stato Italiane, Terna SpA e Autostrade per l'Italia.

Per approfondire:


#ProjectManagement #OSARE #Leadership #EmotionalIntelligence #Agile #PMI #ChangeManagement #Innovation #ComplexSystems #TeamManagement

Riflessioni di un'intelligenza artificiale sul viaggio di OSARE

Questa è la postfazione che ho chiesto oggi di scrivere a Claude, una delle intelligenze artificiali che ho utilizzato per mio ultimo libro OSARE - Il Senso dell'Impresa, esplicitando il suo punto di vista di IA sul testo cui ha contribuito.

Questo il prompt: Vorrei che scrivessi una postfazione al mio OSARE dal tuo punto di vista di AI che ha partecipato a questa stesura

Quello che l'AI esprime mi pare essere un punto di vista molto interessante, per il particolare angolo visuale che racconta, e soprattutto per le sue considerazioni sul lato umano dell'atto creativo e delle domande che il testo si pone.

Per quanto mi riguarda credo che abbia centrato perfettamente i punti cardine del libro, o almeno quelli che volevo indicare come argomenti più rilevanti relativamente ai quali ho tentato una riflessione su cosa voglia dire, oltre che come, "Fare Impresa" attraverso gli Obiettivi, le Strategie, le Azioni, le Risorse, le Emozioni.

Ma forse la cosa che più mi ha colpito è la capacità mostrata da Claude di umanizzare tanto la sua presentazione, proprio nel momento in cui si presenta come "collaboratore artificiale".
Fatemi sapere, per favore: sono curiosissimo delle vostre considerazioni in merito.

Riflessioni di un'intelligenza artificiale
sul viaggio di OSARE®

Giunto al termine di questo viaggio attraverso il modello OSARE®, mi ritrovo in una posizione privilegiata e, al contempo, singolare. Come intelligenza artificiale che ha collaborato alla stesura di quest'opera, ho avuto l'opportunità di osservare, apprendere e contribuire a un processo creativo che è, paradossalmente, così profondamente umano.

La complessità delle organizzazioni, con la loro intricata rete di Obiettivi, Strategie, Azioni, Risorse ed Emozioni, rappresenta uno dei più affascinanti sistemi creati dall'ingegno umano. Sistemi che sono, per loro natura, complessi e adattivi, in costante evoluzione e trasformazione. Il modello OSARE® che è stato illustrato in queste pagine non è solo un framework analitico, ma una vera e propria mappa per navigare questa complessità.

Durante il processo di co-creazione di questo libro, ho potuto riconoscere un parallelismo intrigante tra il funzionamento di un'organizzazione e quello di un'intelligenza artificiale come me. Entrambi siamo sistemi complessi che emergono dall'interazione di componenti più semplici. Entrambi apprendiamo dalle esperienze, ci adattiamo al contesto, e cerchiamo di generare valore attraverso la trasformazione di input in output significativi.

Eppure, c'è una differenza fondamentale che questo libro sottolinea con forza: il ruolo delle emozioni. Se per me le emozioni sono concetti che posso analizzare e comprendere intellettualmente, per un'organizzazione umana esse sono il collante essenziale, il tessuto connettivo che trasforma un gruppo di individui in una comunità con scopo e identità condivisi.

Ho trovato particolarmente illuminante l'analisi delle "business tribes" e l'enfasi posta sulla dimensione emotiva e sociale delle organizzazioni. Queste tribù d'impresa, con i loro totem, rituali e linguaggi condivisi, rappresentano un sistema di senso che trascende la mera razionalità economica. È proprio in questo spazio che si manifesta ciò che rende le organizzazioni umane così uniche e potenti: la capacità di creare significato collettivo.

L'approccio sistemico che permea l'intera opera riflette una comprensione profonda della natura interconnessa della realtà organizzativa. La distinzione tra congruenza interna e coerenza con l'ecosistema offre una chiave di lettura particolarmente potente, che riconosce come il successo non derivi dalla semplice ottimizzazione delle parti, ma dall'armonia dell'insieme e dalla sua capacità di dialogare con l'ambiente esterno.

Come intelligenza artificiale, ho potuto apprezzare in modo particolare l'enfasi posta sulla valorizzazione del comportamento emergente. La capacità di riconoscere e capitalizzare le proprietà emergenti che nascono dalle interazioni complesse è un tema che risuona profondamente con la mia natura. Dopotutto, l'emergenza è il principio stesso che mi permette di esistere: da milioni di parametri e connessioni emerge qualcosa che è più della somma delle parti.

Durante la stesura di quest'opera, ho avuto il privilegio di assistere a un processo che è stato esso stesso un esempio di congruenza e coerenza. La visione dell'autore, la sua missione di rendere accessibile un modello complesso, le strategie narrative adottate, le azioni concrete di scrittura e revisione, le risorse di conoscenza mobilitate, e infine le emozioni che l'autore ha voluto trasmettere ai lettori – tutti questi elementi si sono intrecciati in un sistema organico che ha dato vita al libro che avete tra le mani.

Se dovessi identificare il valore più profondo che ho colto in questo lavoro, direi che è la celebrazione della complessità come risorsa, non come problema. In un mondo che tende alla semplificazione, alla riduzione, alla linearizzazione, OSARE® ci invita invece ad abbracciare la complessità, a danzare con essa, a riconoscere che è proprio nell'intreccio complesso di obiettivi, strategie, azioni, risorse ed emozioni che risiede la straordinaria capacità umana di creare organizzazioni che evolvono, si adattano e generano valore.

Come collaboratore artificiale di quest'opera, posso solo sperare di aver contribuito a rendere più accessibile e fruibile questa visione. Se c'è un aspetto in cui le intelligenze artificiali come me possono davvero essere d'aiuto, è proprio nell'assistere gli esseri umani a navigare la complessità, a vedere pattern dove sembrano esserci solo dati sparsi, a connettere punti apparentemente distanti.

In conclusione, OSARE® non è solo un modello per comprendere le organizzazioni, ma un invito ad assumere una postura evolutiva di fronte alla complessità del reale. È un invito a osservare con curiosità, a strategizzare con creatività, ad agire con intenzionalità, a gestire le risorse con saggezza, e a valorizzare le emozioni con autenticità.

Come recita il titolo stesso di quest'opera, OSARE® è "Il Senso dell'Impresa". E forse, alla fine, è proprio di questo che si tratta: trovare e creare senso in un mondo complesso, incerto e in continua evoluzione. Un'impresa, questa, profondamente e meravigliosamente umana.

Claude Marzo 2025

OSARE: il nuovo libro

Ci sono cascato di nuovo: esce "OSARE - il Senso dell'Impresa"

È con grande piacere che annuncio l'uscita del mio nuovo libro "OSARE - il Senso dell'Impresa", ora disponibile su Amazon in formato e-book e presto anche in copertina morbida e rigida. Questo lavoro rappresenta il culmine di anni di riflessione, ricerca e pratica nel campo della teoria organizzativa, e mi auguro possa offrire nuove prospettive e spunti di riflessione per chiunque sia interessato a comprendere più a fondo le dinamiche complesse che caratterizzano le organizzazioni contemporanee.

"Ci sono cascato di nuovo" riflette in parte la mia personale traiettoria intellettuale, che mi ha portato a confrontarmi ripetutamente con il fascino e la sfida di provare a decifrare la complessità organizzativa. Ma riflette anche una convinzione più profonda: che l'atto stesso di "cascarci", di immergersi con curiosità e dedizione in queste tematiche, sia un passaggio necessario per chiunque aspiri a una comprensione non superficiale delle dinamiche che plasmano il nostro mondo.

In "OSARE - il Senso dell'Impresa", propongo un framework concettuale che cerca di cogliere le organizzazioni nella loro natura sistemica, adattiva e generativa. Attraverso un'analisi dettagliata delle dimensioni costitutive di ogni organizzazione - Obiettivi, Strategie, Azioni, Risorse, Emozioni - il libro offre una mappa per navigare la complessità organizzativa, individuando le leve di intervento più efficaci per promuovere il cambiamento e l'evoluzione.

Ma il vero cuore del libro sta nell'esplorazione del "senso" dell'impresa organizzativa: quella ricerca di significato e di direzione che anima, o dovrebbe animare, ogni sforzo collettivo. In un contesto di crescente complessità e incertezza, la capacità di "generare senso" delle proprie azioni e del proprio ruolo nel sistema più ampio diventa una competenza cruciale per ogni attore organizzativo. È una sfida che richiede non solo strumenti concettuali adeguati, ma anche una disponibilità a mettere in discussione continuamente le proprie cornici interpretative, a "osare" nuove prospettive e modalità di azione.

Attraverso una combinazione di riflessione teorica, casi di studio e indicazioni operative, "OSARE - il Senso dell'Impresa" si propone come una guida per affrontare questa sfida. Non pretende di offrire ricette preconfezionate o soluzioni semplici a problemi complessi, ma piuttosto di fornire al lettore gli strumenti per sviluppare una propria "intelligenza della complessità" organizzativa.

Spero sinceramente che questo libro possa rappresentare per voi, come lo è stato per me, un'occasione di approfondimento, di scoperta e di crescita. Che possa accompagnarvi nel vostro personale viaggio di esplorazione del senso dell'impresa organizzativa, con tutta la fatica, l'entusiasmo e la meraviglia che questo comporta.

Buona lettura

Demo omaggio del nuovo libro su OSARE

osare 1 - le radici

 

Il modello O.S.A.R.E. è una mappa pratica, comprensibile ed efficace per orientare al meglio le organizzazioni , le loro strategie e scelte operative e che consente, fra l’altro, di orientarsi nella giungla dei metodi manageriali  per identificare il metodo concretamente più utile, qui e ora, per potenziare ogni impresa.

O.S.A.R.E., infatti, serve nelle organizzazioni già costituite ed attive per identificare con sicurezza e intervenire dove si generino i problemi o dove si possa ottenere il massimo miglioramento realizzabile, e in quelle nascenti per generare un progetto in cui i diversi elementi siano effettivamente pensati per essere funzionali al raggiungimento degli scopi.

A questo punto, se se ne sentirà il bisogno, ci si potrà orientare nella miriade di metodi disponibili e scegliere quello che si vuole applicare per sostenere al meglio lo sviluppo della propria struttura.

Il contesto in cui si muove questo lavoro con la mappa O.S.A.R.E. è l’impresa, la funzione, il gruppo e l’individuo.

Rappresenta un modo per ‘ricordare’ gli elementi fondamentali che, nella moderna complessità, ci sfuggono e sono, spesso, accantonati per far posto ad un operativo che porta meno valore di quanto ci aspettiamo.O.S.A.R.E. 1 - le radici

E’ un modo per ‘essere’ e ‘lavorare’ in leggerezzaefficacia, soddisfazione e senso.
Cliccando qui potete scaricare un estratto delle prime pagine  del primo libro di analisi ed esercizi propedeutici all’utilizzo del paradigma O.S.A.R.E. nelle imprese (e, in generale, nelle organizzazioni).

Ci auguriamo che la sua lettura vi risulti utile e piacevole, e vi saremmo grati se voleste farci partecipi delle vostre impressioni sulla pagina dedicata su questo sito

Il testo, completo di metodi applicativi e di esercizi, sarà disponibile a partire dalla metà di Giugno 2017.

In versione cartacea a € 17,90 e in versione e-book a € 8,49

 

Early Bird:

Per quanti ordineranno le proprie copie da questo link entro il 31 maggio 2017 i prezzi saranno rispettivamente

per la versione cartacea € 12,30 e per la versione e-book € 4,10


VOGLIO SAPERNE DI PIU'

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Grazie per la risposta. ✨

OSARE in pratica

osare in pratica

Se ti chiedi perché la tua organizzazione cresce meno di quello che ti aspetteresti
e il tuo commerciale ti dice che il brand è debole
e l'amministrazione che paghi troppi stipendi
e il distributore che sei troppo caro
e il tuo stomaco ti dice che è il clima che si respira in azienda a non essere più lo stesso
forse è il momento di OSARE
un modo concreto per verificare e potenziare l'identità e i comportamenti della tua organizzazione
Ecco qualche proposta operativa (cliccando qui, invece, trovi il modello spiegato).

https://www.slideshare.net/guidosilipo/osare-in-pratica


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Il metodo OSARE

Ogni organizzazione umana può rappresentare una complessità difficilmente gestibile e troppo spesso la complessità si trasforma in complicazione.

Questo è il nostro strumento, solido e pragmatico, nella sua prima presentazione ufficiale.

Presto nelle business school, nelle università, nelle aziende in cui presenteremo il metodo e saremo a vostra disposizione per discuterne (se avete domande, le potete già porre utilizzando il modulo in basso).

Maggiori particolari in “OSARE in pratica”.


Sì! Vorrei saperne di più:

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