Leadership Brain-Friendly in 12 regole

12 Regole Ispirate da John Medina per una Leadership Brain-Friendly

John Medina e il Cervello al Lavoro

John Medina è un biologo molecolare dello sviluppo e direttore del Brain Center for Applied Learning Research presso la Seattle Pacific University.

Il suo libro “Brain Rules: 12 Principles for Surviving and Thriving at Work, Home, and School” ("Il cervello. Istruzioni per l'uso. 12 regole chiare per migliorare la nostra vita" ed. Bollati Boringhieri) ha rivoluzionato il modo in cui comprendiamo il funzionamento del cervello nei contesti di apprendimento e lavoro.

Medina ha dedicato decenni della sua carriera a tradurre complesse scoperte neuroscientifiche in principi pratici e applicabili. La sua opera è diventata un punto di riferimento fondamentale per educatori, manager e leader che desiderano comprendere come funziona veramente il cervello dei loro collaboratori.

Perché la neuroscienza è importante per i leader?

La domanda cruciale che ogni leader dovrebbe porsi è: come funziona veramente il cervello dei nostri collaboratori?

La risposta a questa domanda cambia radicalmente il modo in cui strutturiamo il lavoro, comunichiamo, organizziamo riunioni e gestiamo i team.

Il cervello umano non è stato progettato per gli ambienti di lavoro moderni: è ottimizzato per movimento, socialità, esplorazione, varietà e significato emotivo.

Una leadership che ignora la biologia del cervello sta combattendo contro la natura umana. Una leadership brain-friendly, al contrario, la asseconda, creando team più performanti, creativi, sani e coinvolti.

Le 12 Regole del Cervello al Lavoro

  1. L’Esercizio Potenzia il Cervello

Il principio: L’esercizio fisico aumenta il flusso sanguigno al cervello e stimola la produzione di BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), il fattore di crescita cerebrale.

Anche solo 20 minuti di attività aerobica migliorano significativamente memoria, attenzione e velocità di elaborazione.

Implicazioni per la leadership:

  • Promuovere pause attive durante la giornata lavorativa
  • Organizzare walking meetings invece di riunioni sedentarie
  • Implementare programmi wellness aziendali
  • Creare spazi e opportunità per il movimento

Il messaggio è chiaro:

team più attivi = team più performanti cognitivamente.

Le aziende all’avanguardia stanno già integrando questi principi nelle loro politiche di benessere organizzativo.

  1. Il Cervello si è evoluto per la sopravvivenza

Il principio: Il cervello umano si è evoluto per camminare 12 km al giorno, risolvere problemi in movimento e rispondere a minacce immediate.

Non è stato progettato per stare seduti 8 ore davanti a uno schermo.

Implicazioni per la leadership:

  • Riconoscere che ambienti statici e sedentari vanno contro la nostra biologia
  • Creare spazi di lavoro dinamici
  • Alternare posizioni sedute e in piedi
  • Permettere movimento e variabilità durante la giornata
  1. Ogni cervello è cablato diversamente

Il principio: Non esistono due cervelli identici. Le esperienze, la genetica e l’ambiente creano connessioni neurali uniche per ciascuno di noi.

La diversità cognitiva è la norma, non l’eccezione.

Implicazioni per la leadership:

  • Valorizzare le differenze cognitive nel team
  • Non esiste “un modo giusto” di pensare o apprendere
  • Personalizzare gli approcci di coaching
  • Riconoscere che la neurodiversità è un vantaggio competitivo
  1. L’attenzione è limitata (10 Minuti)

Il principio: Il cervello mantiene l’attenzione per un massimo di 10 minuti consecutivi. Dopo questo periodo, serve uno “stimolo emotivo” per riattivare l’attenzione. Non prestiamo attenzione alle cose noiose: l’emozione riattiva il focus.

Implicazioni per la leadership:

  • Strutturare comunicazioni e riunioni in blocchi di 10 minuti
  • Cambiare formato ogni 8-10 minuti
  • Usare storytelling, domande e esempi emotivi per resettare l’attenzione
  • Pianificare riunioni con durata massima di 50 minuti

Tecniche pratiche: utilizzare storie coinvolgenti, porre domande provocatorie, alternare presentazioni con discussioni interattive.

  1. La memoria breve è limitatissima

Il principio: La memoria di lavoro può contenere circa 7±2 elementi per soli 30 secondi. Il multitasking riduce questa capacità del 40%. Ogni interruzione costa tempo ed energia mentale per “ricaricare” il contesto.

Implicazioni per la leadership:

  • Evitare il multitasking (il “mito del multitasking” costa il 40% di produttività)
  • Un argomento alla volta nelle riunioni
  • Proteggere il focus time del team
  • Comunicazioni concise con massimo 3-5 punti chiave
  • Ridurre le interruzioni
  • Implementare politiche di “riunioni senza laptop”
  1. La memoria lunga richiede ripetizione

Il principio: La memoria a lungo termine richiede ripetizione distribuita nel tempo. Le informazioni emotivamente rilevanti sono consolidate meglio. Il contesto e le associazioni facilitano il ricordo.

Implicazioni per la leadership:

  • Applicare la ripetizione spaziata: recap dopo 24 ore, 1 settimana, 1 mese
  • Collegare nuove informazioni a emozioni e contesti significativi
  • Strutturare email di follow-up efficaci
  • Usare lo storytelling per rendere i messaggi memorabili
  • Riconoscere che dimenticare è normale e funzionale
  1. Il sonno è essenziale

Il principio:

Il sonno consolida l’apprendimento e la memoria.

La privazione del sonno riduce le capacità cognitive del 30-40%.

I power nap di 20-26 minuti migliorano le performance del 34%.

I ritmi circadiani variano tra individui.

Implicazioni per la leadership:

  • Non inviare email fuori orario
  • Rispettare i ritmi circadiani (evitare riunioni critiche alle 6 AM o 9 PM)
  • Valorizzare il sonno come asset professionale, non come debolezza
  • Considerare spazi per power nap
  • Schedulare riunioni importanti nelle fasce 10-12 o 15-17
  1. Lo stress cronico distrugge

Il principio: Lo stress acuto (eustress) migliora temporaneamente le performance. Lo stress cronico le distrugge. Il cortisolo cronico danneggia l’ippocampo (memoria e apprendimento) e riduce la neuroplasticità. L’imprevedibilità genera più stress della difficoltà stessa.

Implicazioni per la leadership:

  • Creare sicurezza psicologica nel team
  • Normalizzare l’errore come opportunità di apprendimento
  • Comunicazione trasparente e prevedibile
  • Carichi di lavoro sostenibili
  • Monitorare attivamente i segnali di burnout
  • Fornire autonomia (l’autonomia riduce lo stress)
  1. L’integrazione sensoriale

Il principio: I sensi lavorano insieme, non separatamente. Il cervello integra informazioni da più canali. L’apprendimento multisensoriale è più efficace. Gli stimoli coerenti tra loro rafforzano la memoria.

Implicazioni per la leadership:

  • Comunicare usando più canali: visual + verbale + pratico
  • Creare ambienti di lavoro stimolanti ma non sovraccarichi
  • Assicurare coerenza tra messaggi verbali e non verbali
  • Utilizzare supporti diversificati nelle presentazioni
  1. La visione predomina

Il principio: La vista predomina su tutti gli altri sensi. Circa il 50% delle risorse cerebrali è dedicato all’elaborazione visiva. Le immagini sono ricordate 6 volte meglio del solo testo. Il cervello elabora un’immagine in 1/10 di secondo.

Implicazioni per la leadership:

  • Privilegiare la comunicazione visuale: immagini, diagrammi, infografiche
  • Creare slide con massimo 1 concetto + 1 immagine
  • Sviluppare one -page visual summary per progetti complessi
  • Usare lavagne per la collaborazione
  • Ridurre il testo, aumentare i visual
  1. Le Differenze di Genere Esistono (Ma Sono Statistiche)

Il principio: I cervelli maschili e femminili elaborano alcune informazioni in modo diverso (emozioni, stress, memoria). Le differenze sono statistiche, non assolute. La variabilità intra-genere è maggiore di quella inter-genere.

Implicazioni per la leadership:

  • Non fare assunzioni basate su stereotipi
  • Valorizzare la diversità di approcci
  • Riconoscere che persone diverse elaborano stress e conflitti in modi diversi
  • Focus sull’individuo, non sulle categorie
  • Creare ambienti inclusivi che rispettino tutte le differenze cognitive
  1. Siamo Esploratori Naturali

Il principio: Il cervello impara meglio attraverso l’esperienza attiva che l’osservazione passiva. La curiosità attiva le stesse aree cerebrali della ricompensa. L’apprendimento è facilitato quando siamo noi a scoprire, non quando ci viene semplicemente detto.

Implicazioni per la leadership:

  • Privilegiare il learning by doing
  • Favorire sperimentazione e prototipi rapidi
  • Non dare tutte le risposte: fare domande potenti
  • Celebrare l’apprendimento dall’errore
  • Fornire autonomia per esplorare soluzioni

Il Principio Unificante

Tutte le 12 regole convergono su un punto fondamentale: il cervello umano non è stato progettato per gli ambienti di lavoro moderni.

È ottimizzato per movimento, socialità, esplorazione, varietà e significato emotivo.

La leadership brain-friendly non combatte la biologia del cervello, ma la asseconda. Il risultato? Team più performanti, creativi, sani e coinvolti.

Connessione con i Paradigmi di Leadership

Le regole di Medina ci aiutano a comprendere perché alcuni stili di leadership funzionano meglio di altri:

Leadership Comando e Controllo → genera stress cronico e sovraccarico cognitivo (viola le regole 5, 8)

Leadership Previsione e Controllo → può ignorare i limiti dell’attenzione e la diversità cognitiva (viola le regole 3, 4)

Leadership Carismatica → usa le emozioni per rafforzare la memoria e l’attenzione (applica le regole 4, 6)

Leadership basata sull’Autonomia Condivisa →ottimizza le funzioni cognitive riducendo stress e rispettando le differenze individuali (applica tutte le regole)

Applicazioni Pratiche per Leader

Riunioni Brain-Friendly

  • Durata massima: 50 minuti
  • Pause ogni 10 minuti con cambio di formato
  • No multitasking (no laptop salvo necessità)
  • Struttura in blocchi con “hook” emotivi

Comunicazioni Efficaci

  • Storytelling con contenuto emotivo
  • Supporti visual predominanti
  • Massimo 3-5 punti chiave per messaggio
  • Ripetizione spaziata delle informazioni critiche

Ambiente di Lavoro

  • Spazi per movimento e pause attive
  • Quiet zones per lavoro a focus profondo
  • Possibilità di alternare posizioni (seduti/in piedi)
  • Aree per power nap

Cultura Organizzativa

  • Valorizzare il sonno come competenza professionale
  • Gestione attiva dello stress e prevenzione del burnout
  • Rispetto dei ritmi individuali
  • Sicurezza psicologica per l’apprendimento dall’errore

Caso Studio: Google e il Progetto Aristotele

Il famoso studio di Google sui team ad alte performance (Progetto Aristotele) ha identificato la sicurezza psicologica come fattore #1 per l’efficacia dei team. Questa scoperta è perfettamente allineata con le scoperte di Medina sullo stress cronico.

I team con alta sicurezza psicologica:

  • Riducono lo stress cronico (Regola 8)
  • Permettono l’esplorazione senza paura (Regola 12)
  • Valorizzano le diversità cognitive (Regola 3)
  • Facilitano l’apprendimento dall’errore (Regola 6)

Le neuroscienze spiegano scientificamente perché questi fattori “soft” hanno un impatto così significativo sulle performance “hard”.

Brain-Friendly Leadership: Checklist Operativa

Quick Wins (implementabili subito)

  1. Strutturare le prossime riunioni in blocchi da 10 minuti
  2. Inviare email solo durante l’orario di lavoro
  3. Sostituire almeno una riunione settimanale con un walking
  4. meeting
  5. Trasformare la prossima presentazione da bullet points a visual
  6. Introdurre 5 minuti di pausa attiva ogni 2 ore

Cambiamenti Sistemici (medio-lungo termine)

  1. Riprogettare gli spazi di lavoro per permettere movimento e variabilità
  2. Implementare politiche di protezione del focus time
  3. Formare i manager sulla sicurezza psicologica
  4. Creare programmi di wellness che includano movimento e sonno
  5. Rivedere i sistemi di valutazione per valorizzare la diversità cognitiva

Autovalutazione per Leader

Rifletti onestamente:

  • Le mie riunioni rispettano i limiti di attenzione del cervello?
  • Proteggo il sonno e i ritmi circadiani del mio team?
  • Creo sicurezza psicologica o stress cronico?
  • Valorizzo le differenze cognitive o cerco conformità?
  • Permetto esplorazione e apprendimento dall’errore?
  • Le mie comunicazioni sono memorabili o dimenticate?

Conclusione

Le 12 regole di John Medina non sono solo teoria affascinante: sono principi scientificamente validati che possono trasformare radicalmente la qualità della leadership e delle performance organizzative.

In un’epoca in cui l’intelligenza collettiva e la capacità di innovazione sono i veri vantaggi competitivi, ignorare il funzionamento del cervello umano è un lusso che non possiamo permetterci.

La vera domanda non è “dovremmo applicare questi principi?” ma “possiamo permetterci di non farlo?”

Una leadership brain-friendly non è solo più etica e sostenibile: è anche più efficace. E in un mondo del lavoro in continua evoluzione, questa potrebbe essere la competenza distintiva dei leader del futuro.

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“Il cervello è l’organo più importante per la sopravvivenza.
Iniziamo a trattarlo come tale anche sul posto di lavoro.” – John Medina

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osare 1 - le radici

 

Il modello O.S.A.R.E. è una mappa pratica, comprensibile ed efficace per orientare al meglio le organizzazioni , le loro strategie e scelte operative e che consente, fra l’altro, di orientarsi nella giungla dei metodi manageriali  per identificare il metodo concretamente più utile, qui e ora, per potenziare ogni impresa.

O.S.A.R.E., infatti, serve nelle organizzazioni già costituite ed attive per identificare con sicurezza e intervenire dove si generino i problemi o dove si possa ottenere il massimo miglioramento realizzabile, e in quelle nascenti per generare un progetto in cui i diversi elementi siano effettivamente pensati per essere funzionali al raggiungimento degli scopi.

A questo punto, se se ne sentirà il bisogno, ci si potrà orientare nella miriade di metodi disponibili e scegliere quello che si vuole applicare per sostenere al meglio lo sviluppo della propria struttura.

Il contesto in cui si muove questo lavoro con la mappa O.S.A.R.E. è l’impresa, la funzione, il gruppo e l’individuo.

Rappresenta un modo per ‘ricordare’ gli elementi fondamentali che, nella moderna complessità, ci sfuggono e sono, spesso, accantonati per far posto ad un operativo che porta meno valore di quanto ci aspettiamo.O.S.A.R.E. 1 - le radici

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Il metodo OSARE

Ogni organizzazione umana può rappresentare una complessità difficilmente gestibile e troppo spesso la complessità si trasforma in complicazione.

Questo è il nostro strumento, solido e pragmatico, nella sua prima presentazione ufficiale.

Presto nelle business school, nelle università, nelle aziende in cui presenteremo il metodo e saremo a vostra disposizione per discuterne (se avete domande, le potete già porre utilizzando il modulo in basso).

Maggiori particolari in “OSARE in pratica”.


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Il domenicale di Guy Sottile: Innovazione

Esistono due tipi di persone: quelle che sentono la chiamata di conservare e proteggere le proprie idee e tradizioni e quelle che cercano di innovarle per renderle più efficaci.

La parola per oggi è innovazione!

Esistono due tipi di persone: quelle che sentono la chiamata di conservare e proteggere le proprie idee e tradizioni e quelle che cercano di innovarle per renderle più efficaci.

La difesa delle proprie tradizioni e delle proprie idee, oggi rappresenta la radice di divisioni, dispute e addirittura guerre!

L'innovazione nella sua essenza rappresenta la volontà di trovare nuovi modi per dimostrare la bontà delle proprie idee.

Il fondamento dell'innovazione risiede nel mettere sul tavolo una buona idea stimolando gli altri a portare anche le loro idee.

Una buona idea supportata da un'altra buona idea diventa una grande idea!

Il mondo intorno a noi cambia costantemente. Nulla rimane statico e così dobbiamo cercare l'innovazione per dare un corpo rilevante a pensieri, idee e valori che secondo noi sono assoluti!

Esistono due tipi di persone: quelle che sentono la chiamata di conservare e proteggere le proprie idee e tradizioni e quelle che cercano l'innovazione per renderle più efficaci.
Esistono due tipi di persone: quelle che sentono la chiamata di conservare e proteggere le proprie idee e tradizioni e quelle che cercano di innovarle per renderle più efficaci.

L'essenza non può essere cambiata se crediamo veramente in essa. Tuttavia l'espressione dell'essenza in cui crediamo deve trovare modi nuovi per entrare in azione e mostrare la sua bontà.

Se vogliamo avere più giustizia sociale non è sufficiente alzare la bandiera dell' uguaglianza ma bisogna trovare espressioni attuali e rilevanti per manifestarla.

Proprio qui l'innovazione entra in azione con idee e applicazioni che dimostrano la bontà dei valori in cui crediamo.

Chi ha paura dell'innovazione é statico e la staticità non sviluppa i muscoli ma li atrofizza.

Perché allora difendere ciò che é atrofizzato invece che renderlo dinamico con innovazioni che ne giustifichino la sua esistenza?

Forse la tua vita, la tua famiglia, i tuoi interessi, la tua organizzazione sono statici e atrofizzati e solo tramite l'innovazione potrai di nuovo portarli in vita!

Chi ha paura del cambiamento dimostra insicurezza e quindi é nemico dell'innovazione.

La persona sicura sa che deve cambiare l'espressione del suo credo e, quindi, é aperta all'innovazione !

Come pensi di innovare la tua vita e ciò che ti circonda nell'immediato futuro?

Fallo con coraggio e fallo subito e ritroverai l'entusiasmo e la passione che producono la gioia di vivere.

Tanti sono gli innovatori della storia ma forse il più efficace rimane sempre Gesù di Nazaret che diceva: sta scritto ( tradizioni da conservare) ma io vi dico ( Innovazione).

La Sua innovazione non negava il passato ma lo completava. Non negare il tuo passato e ciò in cui credi ma completalo con l'innovazione che solo tu puoi portare!

Alla prossima,

Gaetano Sottile


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Il domenicale di Guy Sottile: Duro

duro

La parola per oggi è duro!

Questa è una di quelle parole che ha due significati molto pregnanti: uno negativo e uno positivo.

Iniziamo con quello negativo, molto in voga oggi.

Molte persone mostrano la loro durezza con un atteggiamento rude, ostico, brutale e a volte violento.

Questo deriva da una concezione che ha le sue radici nel pensiero che solo i più duri e forti sono degni di attenzione, fiducia e sottomissione.

Essi hanno una faccia tesa, probabilmente vari tatuaggi, fanno la voce grossa per reclamare la loro posizione, i loro titoli a scapito dei più deboli.

Questa loro durezza è quasi sempre giustificata da ferite profonde e cattive esperienze che queste persone " dure" hanno subito nella loro vita rendendole sospettose, dubbiose e sempre sulla difensiva.

Questa durezza non curerà mai le loro ferite ma al contrario le alimenterà fino a quando la loro durezza li farà implodere. Basta ricordare cosa avvenne alla vita di Faraone che con durezza affrontò Mosè fino a quando la stessa lo polverizzò completamente!

Il lato positivo della parola duro si trova nella capacità di affrontare le avversità, di riprendersi velocemente, di avere un carattere forte nonostante gli ostacoli da superare.duro

Ecco, la persona dura è colei che non abbandona il suo sogno, i suoi obiettivi ed è dura dentro, determinata a raggiungere i suoi traguardi senza saccheggiare la vita degli altri ma , anzi, coinvolgendoti nella propria avventura alla ricerca di un benessere permanente per tutti!

La domanda che vi rivolgo per questo nuovo giorno è se sei una persona dura nel senso negativo o positivo della parola.

Ricordo una storia in cui ad un uomo duro fu chiesto se mai era con le ruote per terra.

La sua risposta fu: mai!

Io sono sempre o in piedi o nel processo di rimettermi in piedi.

Ecco la persona dura non sta mai al tappeto ma è sempre nella postura di rimettersi in piedi, diciamo alla Rocky Balboa!

Alla prossima,

Gaetano Sottile

Il domenicale di Guy Sottile: Diligenza

Diligenza=vivere intenzionalmente!

La parola per oggi è diligenza!

Questa parola non viene usata spesso. Anzi più vado avanti negli anni e più non la sento menzionare. Penso che l'ultima volta che l'ho sentita era negli anni settanta quando facevo il liceo e il mio compagno di banco fu descritto dal professore di latino come uno studente diligente.

Essere diligente significa essere fedele ad un programma che ci siamo prefissi di raggiungere senza prendere scorciatoie.

Significa fare quelle cose che dobbiamo fare pur sapendo che i risultati non si vedranno nel tempo breve. Significa che il successo di ogni qualsivoglia successo sia a livello privato che imprenditoriale, si trova alla fine della salita e che solo le persone diligenti lo raggiungeranno.

Vivendo in un mondo in cui tutto deve essere servito al momento, come si dice a Roma " cotto e mangiato", il concetto di diligenza rischia di estinguersi!

La persona diligente fa ripetutamente le cose che deve fare , pur non vedendo un risultato immediato, perché vuole arrivare in cima alla salita laddove si trova il successo della sua azione.

Mi sono sempre domandato perché nel Far West uno dei mezzi di trasporto veniva chiamato diligenza.Diligenza=vivere intenzionalmente!

Prima dell'avvento del treno, la diligenza era il mezzo di trasporto più usato. Non era tanto comodo, doveva fermarsi perché i cavalli andavano rifocillati,non arrivava quasi mai in orario perché vulnerabile agli attacchi dei banditi o degli indiani, ma in quel tempo prima o poi arrivava a destinazione, perché non permetteva a questi eventi di frenare la sua corsa.

Chi non é diligente non é paziente e chi non è paziente non riesce a fare quelle cose necessarie per raggiungere la cima della salita, cioè il successo!

Quali sono le azioni indispensabili per il tuo successo che hai abbandonato nella fretta per mancanza di diligenza?

Riprendile oggi stesso nel nome della diligenza e prima o poi arriverai in cima alla salita dove il tuo successo ti sta aspettando!

Alla prossima,

Gaetano Sottile

il domenicale di Guy Sottile: Costruiti e creati per l'azione

costruiti per l'azione

Costruiti e creati per l'azione.

L'eccellenza richiede sempre un alto prezzo per essere raggiunta!

Ci vuole tutto ciò che abbiamo per diventare quello che desideriamo, non é una manna che ci cade dal cielo!

Dobbiamo avere la volontà di pagare il prezzo per il successo. Non disperdiamo le nostre energie per trovare scorciatoie al successo.

Cercare scorciatoie risulterà in una vita piena di delusioni e sconfitte!

L'eccellenza non viene mai scontata. Non troverai mai una chiamata al l'eccellenza col cartellino dello sconto attaccato ad essa.

Se ciò accade allora siamo di fronte ad una scorciatoia conveniente ma totalmente distruttiva!

Il grande Tolstoj diceva che l'uomo non può essere allo stesso tempo idolo e a riposo.

Riposarsi e risparmiare energie durante una vacanza, quando si é stanchi, quando abbiamo bisogno di ricaricarci è una cosa naturale da fare.

Ma se questa abitudine diventa la regola della nostra vita con la quale vogliamo scalare il successo ed afferrare l'eccellenza, allora siamo diretti per una strada che mena alla distruzione della nostra vita e al frantumarsi dei nostri sogni!

Siamo stati costruiti per l'azione e se non agiamo non ci sentiamo bene ma soprattutto non ci sentiamo realizzati. Noi tutti siamo uno strumento creato per fare e quando non agiamo neghiamo lo scopo per il quale siamo stati creati.

Naturalmente dobbiamo attrezzarci per l'azione.

Dobbiamo mettere il giusto carburante. Se siamo una macchina a diesel non dobbiamo mettere benzina. Pertanto è cruciale innestare nel nostro motore il carburante giusto per la nostra mente e la nostra creatività.

Dobbiamo avere chiaro il traguardo. Non si agisce tanto per agire.

Le nostre azioni devono avere un obiettivo chiaro, rappresentato dalla visione per cui siamo stati creati. Conoscere lo scopo della nostra individuale esistenza è il fondamento del nostro agire.

Dobbiamo anche tracciare un percorso e non scostarci mai da esso. Il percorso é delineato dai principi che motivano le nostre azioni. Fuori da quei principi si va fuori dal percorso e si esce dalla gara con a volte conseguenze irreparabili!

Fuori dal percorso troviamo sofferenza, dispute,rottura di rapporti, peccato e confusione.

Le scorciatoie che spesso prendiamo non sono altro che iniziative per andare fuori dal percorso che il nostro creatore ha disegnato per noi.

Rimanere nel percorso giusto glorifica chi ci ha creato e raggiungere il traguardo riflette e amplifica il proposito per cui siamo stati creati, suggellando il nostro successo.

Creati per l'azione pronti a pagare il prezzo per raggiungere il successo é il profilo di chi vive una vita degna di essere vissuta senza alcun rimpianto.costruiti per l'azione

Non agire o agire scorrettamente passando da una scorciatoia all'altra , al contrario, conduce ad una vita insipida che alla fine produce solo rimpianti.

Se ancora non lo abbiamo fatto è arrivato il momento di passare all'azione col proposito di dire al traguardo : È COMPIUTO, quello per cui sono stato creato l'ho fatto e fatto fedelmente senza scorciatoie e senza risparmi ma soprattutto senza rimpianti.

Alla prossima!

Gaetano Sottile


Voglio esprimere tutte le mie potenzialità!

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Grazie per la risposta. ✨