
Chitarrista, ho tenuto il mio primo concerto pagato nel 1973, a dodici anni, e da allora la chitarra e il jazz non mi hanno più lasciato.
Nel corso degli anni ho suonato al fianco di musicisti come Bruce Ditmas, Chet Baker, Don Cherry, Ed Blackwell, Massimo Urbani e Ivo Perelman, tra gli altri. Con la Bruce Ditmas Monday Orchestra sono di casa all’Alexanderplatz, storico jazz club di Roma.
Ciò che mi affascina di più è l’improvvisazione: per oltre vent’anni ho fatto parte di Chaussette Verte, cooperativa italo-francese di jazz liberamente improvvisato, un’esperienza durata fino alla scomparsa del pianista Denis Pechoux nel 2020.
Da quel percorso è nato anche Beatitudes, un progetto che porto avanti con il regista Giovanni Bonacci: un dialogo alla pari fra jazz improvvisato e i testi della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, Ferlinghetti), portato in scena in diverse forme negli anni.
